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Archive for the ‘ internet ’ Category

Il coretto dei “te l’avevo detto” parte fra trenta secondi: se volete unirvi, ecco i dettagli della storia. Il Telegraph ha annunciato che Facebook intende sfruttare i dati personali dei suoi iscritti, ormai arrivati a quota 150 milioni, per creare uno dei più grandi sistemi del mondo per le ricerche di mercato. Facebook, nonostante la propria popolarità, fa infatti fatica a guadagnare dalla pubblicità che ospita attualmente.

Alle multinazionali del marketing verrà offerta la possibilità di effettuare sondaggi mirati per valutare l’interesse dei consumatori verso nuovi prodotti, selezionando gli intervistati in base, per esempio, allo stato civile o ai loro gusti sessuali. Questo, perlomeno, il proposito dichiarato da Randi Zuckerberg, responsabile per il mercato globale nonché sorella del ventiquattrenne Mark fondatore di Facebook, al World Economic Forum di Davos.

Al Forum, i responsabili di Facebook hanno dimostrato la velocità di risposta del sistema ponendo in tempo reale varie domande agli utenti in tutto il mondo e restituendo le risposte ai delegati in pochi minuti. Per esempio, sono stati selezionati e interpellati gli utenti in Palestina e in Israele con domande sulla pace globale e sono stati contattati 120.000 utenti statunitensi per chiedere loro se i piani di rilancio economico di Barack Obama secondo loro sarebbero stati sufficienti a salvare l’economia USA (quasi il 60% ha detto di no).

Facebook ha già venduto il sistema di sondaggi, denominato engagement ads (”spot d’impegno”), ad almeno una grande società di ricerca di lavoro. Se siete utenti di Facebook, forse è il caso di dare un’occhiata a quali dati personali avete regalato a questo nuovo strumento di marketing.

[fonte: Il Disinformato]

Avete stipulato un contratto che prevede un’ADSL con velocità a 7Mebyte e vi ritrovate a viaggiare a  1,5 Mbyte o meno (a me è capitato con ALICE Casa)?

Alla luce degli ultimi eventi (vedi tele 2) site proprio sicuri che il vostro ISP non vi limiti la banda  verso il traffico P2P?

Di sicuro  il file sharing costituisce oltre il 75% di tutta la banda che un utente medio utilizza. Questo comporta un aumento per quanto riguarda i costi di gestione e manutenzione del nostro ISP.  Alcuni gestori per ovviare a tale richiesta  possono decidere di farvi pagare di più facendovi cambiare contratto oppure chiudendo il “rubinetto” limitando il traffico vero il traffico P2P.

A tal proposito per rendersi immediatamente conto se il vostro ISP limita il traffico dirottato verso il file sharing esiste un sito dove dopo una scansione accurata vi dice che trattamento state ricevendo dal vostro ISP.

2 tipi di test, uno “full” e dura 7 minuti e l’altro “semplice” 4 minuti, non abbiate fretta, ma alla fine avrete risolto l’arcano…

… e adesso che fate… cambiate ISP?

Clicca qui per il test

Lorem Ipsum…

gennaio 30, 2009 | No Comments | internet

Lorem Ipsum è un testo segnaposto utilizzato nel settore della tipografia e della stampa. Lorem Ipsum è considerato il testo segnaposto standard sin dal sedicesimo secolo, quando un anonimo tipografo prese una cassetta di caratteri e li assemblò per preparare un testo campione. È sopravvissuto non solo a più di cinque secoli, ma anche al passaggio alla videoimpaginazione, pervenendoci sostanzialmente inalterato. Fu reso popolare, negli anni ’60, con la diffusione dei fogli di caratteri trasferibili “Letraset”, che contenevano passaggi del Lorem Ipsum, e più recentemente da software di impaginazione come Aldus PageMaker, che includeva versioni del Lorem Ipsum.

Il sito è utile per chi si occupa di grafica, quante volte avete avuto bisogno di testo per riempire uno spazio, una tabella, un banner, testi con punti elenco al fine di poter visualizzare l’effetto grafico durante la composizione di una newsletter, un sito web o altro… ecco, il sito contiene tutto questo.

La possibilità di produrre testo su più paragrafi, set di banner con diverse misure e colori, elenchi puntati, addirittura con la traduzione in oltre 30 lingue, basta copiare e incollare .

Un sito da tenere nei segnalibri (o preferiti) per le vostre esigenze grafiche.

Vai al sito

Clickjacking?

gennaio 30, 2009 | No Comments | internet

In pratica: un team di ricercatori americani che si occupano di sicurezza ha trovato una vulnerabilità che affligge tutti i browser e che permette a chi gestisce un sito di far clickare l’utente dove vuole, costringendolo, di fatto, ad agire sotto il suo controllo mentre si trova sulle pagine del suo sito.

La tecnica usata viene chiamata clickjacking (“autostop dei click”, “scippo dei click” o qualcosa del genere).

La scoperta di questa vulnerabilità risale al 15 di Settembre ma è stata mantenuta semi-segreta fino a ieri su richiesta di Adobe (che ha una grave vulnerabilità, correlata a questa, in uno dei suoi prodotti – quasi certamente Flash – ed ha chiesto tempo per correggerla).

Cos’è il Clickjacking

In buona sostanza, il clickjacking consiste nell’appropriarsi dei click che l’utente esegue su un oggetto A (che si trova all’interno di una pagina web) e redirigerli, a sua insaputa, sull’oggetto B. L’oggetto B si trova dentro la stessa pagina web ma potrebbe non essere visibile.

Ad esempio, l’utente potrebbe essere indotto a fornire una grande quantità di click mettendogli a disposizione un giochino scritto in Adoble Flash. I click dell’utente (anche solo una parte di essi) potrebbero essere rediretti verso un pulsante invisibile, nascosto dentro un IFRAME, e usati per fargli sottoscrivere l’abbonamento ad una newsletter o cose simili.

Con questa tecnica si può portare l’utente a svolgere qualunque operazione desiderata senza che l’utente stesso se ne possa accorgere.
C’è da Preoccuparsi?

Si, abbastanza.

Questa tecnica NON può essere usata per costringervi ad acquistare la vostra ottava Fiat Punto e tenere in vita la FIAT contro la vostra volontà. L’hacker dovrebbe disporre del numero di un conto corrente su cui addebitarvi l’acquisto per poterlo fare. Non rischiate quindi nulla di “concreto”.

Il sito della vostra banca (l’unico che abitualmente tratta i vostri dati finanziari) è, ovviamente, sicuro.

Tuttavia, questa vulnerabilità riguarda tutti i browser e non può essere corretta in tempi brevi. Di conseguenza è un problema molto serio per Internet. Non è possibile sapere adesso che uso ne faranno gli “hacker” domani o fra dieci giorni. Potrebbero inventarsi applicazioni pericolose che ora non riusciamo ad immaginare.

Per esempio, tutti i siti a cui siete soliti dare il vostro numero di carta di credito potrebbero usare questa tecnica per vendervi qualcosa contro la vostra volontà. Non c’è da dubitare di Amazon, ovviamente, ma forse di certi altri siti (porno…) si può legittimamente dubitare.
Quali browser ne sono afflitti?

Tutti.

Più esattamente, tutti quelli che supportano il tag IFRAME ed alcune altre funzionalità, tra cui JavaScript. Sia Microsoft Internet Explorer (tutte le versioni posteriori alla 4.0, fino alla 8.0) che Mozilla Firefox (tutte le versioni) sono vulnerabili. Opera, Goggle Chrome, Konqueror, Safari e molti altri browser sono vulnerabili.

Uno dei pochi che non è vulnerabile è il browser “solo testo” Lynx (ed il suo equivalente Links) perchè non supportano le funzionalità necessarie. Purtroppo, i browser di questo tipo sono pressochè inutilizzabili sulla moderna Internet.

La vulnerabilità in questione può essere sfruttata con più facilità se è attivo JavaScript ma non richiede JavaScript per essere sfruttata. Lo si può fare anche senza. È solo un po’ meno comodo. Disabilitare JavaScript, quindi, NON risolve il problema (ma lo attenua).
Come ci si difende?

Usando un browser che non supporti le funzionalità necessarie all’exploit, come Lynx (e sopportando pazientemente un WWW in modo solo testo).

Oppure, disabilitando sia lo scripting JavaScript che la funzionalità IFRAME del browser. Se usate Mozilla Firefox dovete installare il plug-in NoScript di Giorgio Maone ed attivare (dalla pagina delle preferenze del plug-in) la funzionalità “Forbid ”.</p> <p>Se usate un altro browser dovete chiedere a qualcun’altro come sia risovibile questo problema perchè io non he proprio idea.<br /> Chi deve “mettere la pezza”?</p> <p>I produttori dei browser (Microsoft, Mozilla, Opera, KDE, Gnome, etc.). Gli sviluppatori di siti web e gli amministratori dei siti non possono farci granchè.<br /> Conclusioni</p> <p>Cercherò di tenervi aggiornati.</p> <p>Nel frattempo, state in campana. Usate Firefox, installate NoScript ed disabilitate l’IFRAME.</p> <p>Cercate di tenervi aggiornati di vostra iniziativa, anche. Leggete i magazine del Web e magari iscrivetevi a qualche newsletter sulla sicurezza.</p>

[fonte: http://alessandrobottoni.wordpress.com]

Scaricare la mail, chattare su MSN ed iscriverci ad un gruppo su Facebook.. Oggi tutte queste ci sembrano operazioni normali, però è strano pensare che soltanto 50 anni fa tutto questo accadeva solo nella fantasia. L’evoluzione di internet è infatti un fenomeno affascinante che in pochi anni ha subito dei cambiamenti impressionanti, riducendo le distanze globali e facendoci entrare in un mondo del quale fanno parte oltre un miliardo di persone! Melih Bilgil ha creato un video nel quale ci da un’idea dell’evoluzione di internet, a partire dal 1957 ai giorni nostri.

Il video a questo indirizzo.

Siete in ufficio ed avete già finito il lavoro affidatovi dal “capo” ed ora il vostro unico pensiero è: “il pc a casa avrà finito di scaricare il film che da tanto volevo vedere?”?

Allora potete tranquillamente controllare dalla vostra postazione!! Vi basterà una connessione intenet ed un account facebook, che ora è in grado di farvi visualizzare lo stato di avanzamento dei vostri torrent, a patto che in vostro pc a casa sia acceso e stia scaricando. Per provare questa novità vi basterà accedere all’applicazione facebook a questo indirizzo.

da Mambro.it: Questo post è dedicato ai videogiocatori incalliti che passano serate intere davanti al pc a distruggere improbabili alieni o a comandare orde di militari.

Rogue è un applicativo sviluppato in Air che permette a i videogiocatori di avere all’interno del proprio gioco preferito un vero e proprio browser. Non saranno più necessari rischiosi alt + tab per passare dal gioco al browser per vedere un pezzo di walkthrough oppure per controllare il proprio Ip.

Con Rogue attraverso una combinazione di tasti sarà possibile avere all’interno del gioco una finestra col proprio browser con la quale navigare, guardare video e controllare anche la posta. La finestra potrà essere configurata a piacimento, trasparenza… dimensioni e soprattutto le prestazioni (molto importanti per non rallentare l’intero sistema). Al momento Rogue è disponibile solo per Windows ma sono in arrivo anche le versioni per Linux e Mac.

Clicca qui per il Download.

La campagna del neo-presidente U.S.A. Barack Obama ha abbracciato la tecnologia come nessun’altro prima d’ora, quindi non è una sorpresa che la Casa Bianca mostri un nuovo “volto” virtuale che diventa completo con un blog di nuova fattura, sempre sulla White House. Se vuoi rimanere sempre aggiornato con le ultime notizie dell’Ufficio Ovale, devi semplicemente incollare i feed del blog [ reperibili qui] nei tuoi preferiti.

Auguri al nuovo Presidente degli Stati Uniti!!